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Ministero della Salute: XI Workshop internazionale CECRI

28/05/2019
Ministero della Salute:  XI Workshop internazionale CECRI

Al Ministero della Salute XI Workshop internazionale CECRI

Il ministero della Salute ha ospitato l’XI Workshop internazionale del Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica (CECRI), patrocinato da: Ministero della Salute; FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), CGFNS (Commission on Graduates of Foreign Nursing Schools) e Boston College.

Un appuntamento che è ormai un “classico” del mese di maggio, e che, quest’anno, è stato dedicato all’impegno per lo sviluppo dell’Evidence based practice nella pratica clinica infermieristica, cioè in come tradurre, nel quotidiano lavoro infermieristico, le evidenze scientifiche dei numerosi studi e ricerche condotte dal CECRI.

Il Workshop internazionale del CECRI, creatura nata in seno all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Roma, è stato anche un momento di confronto sulle competenze necessarie per esperire l’Epb in una società in perenne mutamento, visto che la ricerca, oggi più che mai, è chiamata a dar risposte di maggiore adeguatezza alle necessità di cittadini.

Quella del 24 maggio scorso, però, è stata anche l’occasione per presentare ufficialmente il CECRI quale primo Centro italiano affiliato Joanna Briggs sull’evidenze nella pratica clinica. “Infermieristica ed evidenze cliniche: quale sviluppo futuro” (questo, il titolo dell’evento articolato in due sessioni) ha illustrato lo sviluppo della ricerca tramite le migliori evidence; condiviso alcuni studi italiani che mettono in risalto l’Ebp e descritto la nascita del CECRI quale “a Joanna Briggs Institute Affiliated Group”. La prima parte, moderata da presidente e vicepresidente OPI Roma, Ausilia Pulimeno e Stefano Casciato, ha registrato gli interventi di diverse personalità: Maximo Gonzales Jurado, presidente emerito Consejo Internacional de Enfermeria (Spagna); Dyanne Affonso, presidente onorario CECRI; Susan Gennaro, rettore del Boston College University, e Franklin Shaffer, direttore generale Commissione per le lauree infermieristiche nel mondo verso gli USA (CGFNS). Senza dimenticare, in apertura, i saluti della presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli, che ha inviato un articolato contributo, letto ai presenti dalla presidente OPI Roma e vicepresidente nazionale, Pulimeno. "Anche grazie a incontri come questo - ha scritto - si fa un passo avanti verso un modello di certificazione delle competenze dei nostri professionisti, per migliorare le loro performance e quelle dei gruppi assistenziali a livello generale”.

L’Italia si colloca tra i Paesi più longevi al mondo: non è un caso, se vi pesiste un’alta prevalenza di malattie croniche che impattano sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, oltre che sui costi dell’assistenza sanitaria. Bisogna, perciò, rimodulare costantemente i processi assistenziali e i modelli organizzativi in ambito sanitario e socio-sanitario.

Le competenze specialistiche degli infermieri possono favorire lo sviluppo delle funzioni professionali in correlazione con gli obiettivi di educazione, prevenzione, cura, assistenza riabilitazione e ricerca previsti dalla programmazione sanitaria nazionale e regionale. "Quasi dieci anni fa - ha spiegato Pulimeno - quando in un gruppo di noi, si fece largo l’idea di un Centro di Eccellenza italiano per la Ricerca Infermieristica, non avremmo mai creduto ai risultati poi ottenuti. Oggi, il Cecri dell’OPI Roma, perseguendo l’eccellenza nella formazione, nella ricerca e nella pratica clinica, rende ‘visibile e misurabile’ la propria azione in termini di risultati prodotti sul benessere e sulla salute delle persone; valuta l’efficacia dei metodi assistenziali; favorisce il miglioramento qualitativo dell’assistenza individuale o di comunità. Bisogna capire che non c’è più spazio per prestazioni improvvisate e rischiose a danno dei pazienti e della professione! Un enorme grazie alla professoressa Affonso, che ci ha pungolato sin dagli esordi per perseguire nella nostra visione, accettare le sfide che, via via, si sono poste e si porranno sul nostro cammino". Proprio Dyanne Affonso, nel suo intervento (“Evidenze cliniche nella pratica infermieristica: quale ricadute sull’assistenza?”), ha esortato il board CECRI a continuare: “Oggi – ha detto - celebriamo la vostra ‘eccellenza’, ma vi invito a guardare oltre. Dovete essere dei ‘visionari’. Le nuove generazioni, quelle che anche voi formate e che aiutate con i progetti finanziati dal CECRI, devono contribuire a far progredire l’intera Scienza Infermieristica.

Il CECRI deve portare avanti la condivisione dei risultati anche con l’ausilio dei new media, vista l’avanzata fase della sanità digitale. La vostra biblioteca digitale, ILISI, ne è un esempio, ed è utilissima. Il CECRI dell’OPI Roma è una vittoria per l’Italia e per la comunità infermieristica mondiale!”. Un grazie che tutti i presenti hanno condiviso con il direttore scientifico del CECRI, Gennaro Rocco, fra i primi a credere nell’importanza del CECRI, che, assente, ha affidato al ricercatore italiano Alessandro Stievano il compito di tracciare, a grosse linee, i passi da gigante compiuti dal Centro in questi primi anni; dai quattro Poli (o “pilastri”) su cui si fonda e sull’impellente necessità di inserirne un quinto: quello dedicato all’etica e alla Storia dell’Infermieristica; dal crescente accreditamento internazionale che sta ottenendo, malgrado l’atavica questione della mancanza di fondi per la ricerca presso tutte le Scienze Sanitarie, quella infermieristica in particolare.

“L’OPI di Roma - ha spiegato - finanzia alcuni progetti di giovani laureati. Progetti a medio e lungo termine. Crede nel coinvolgimento delle università e di personalità internazionali. Il CECRI si pone come Centro di convoglio e divulgazione dei risultati ottenuti: per cambiare l’Infermieristica mondiale, bisogna incrementare le evidenze scientifiche, al contempo, intervenendo sulla pratica clinica”.Maximo Gonzales Jurado, con: “Lo sviluppo della ricerca infermieristica in Spagna e in Europa” pone l’accento su due questioni già diramate nel suo Paese, ma ancora al centro del dibattito nel nostro: la prescrizione dei farmaci (che, in Spagna, oggi è fatta anche dagli infermieri) e l’approdo al dottorato per i laureati: in Spagna, ogni anno, ci arrivano in 300. Non possiamo vantare certo le stesse cifre. “Ma, per fare davvero un ‘salto storico’ – ha spiegato -, sarebbero necessari più fondi per attuare il progetto di una rete europea di ricerca infermieristica in cui scambiarsi dati e risultati. E che si aprirebbe, poi, al mondo”. Susan Gennaro, con: “Evidenze cliniche nella pratica infermieristica: gli studi presso gli atenei statunitensi” prima e Franklin Shaffer con: “Quale impatto economico hanno le evidenze cliniche nei sistemi di salute: il caso Walmart”, poi, hanno condiviso alcuni dati sulla professione negli Stati Uniti.

Di quanto, lì, i social media e la maggiore disponibilità di risorse economiche contribuiscano al miglioramento e allo sviluppo dei progetti infermieristici, perché: “Portare la ricerca fuori dal mero ambiente accademico significa mettere il paziente al centro dell’assistenza”, ha chiosato Shaffer. Un paziente che non è più mero fruitore e che non frequenta più solo i consueti luoghi di cura. Si tratta di una sanità che va sempre più incontro all’utenza e non viceversa per affermare una visione olistica del benessere sociale. Per far intendere meglio il fenomeno, Shaffer ha parlato di una grande catena di supermercati (“Walmart) che ha inserito gli ambulatori infermieristici nei suoi punti vendita. “Negli Stati Uniti - ha spiegato - fra le professioni sanitarie, quella infermieristica è quella con più credito presso le persone: ci sarà un perché, no? Oggi, il CECRI ha tutti i numeri per farsi capofila di un nuovo approccio sanitario, fondato su solide evidenze scientifiche”.Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Paolo Romano e dal ricercatore Stievano, hanno preso parte, oltre ai relatori: il presidente dell'OPI Milano, Pasqualino D'Aloja, e il professor Ercole Vellone. Assieme si è cercato di rispondere all’interrogativo su come tradurre le acquisizioni delle ricerche in esperienze di pratica clinica. Nel pomeriggio, poi, la parte dedicata alle: “Linee di ricerca del Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica”, moderata dal vicepresidente OPI Roma, Casciato, e dalla segretaria OPI Roma, Maria Grazia Proietti.

“Gli infermieri mettono il loro sapere a disposizione di tutti, anche delle altre professioni”, hanno precisato entrambi. “Nel cammino del CECRI abbiamo ricevuto il sostegno di tanti colleghi, ma dobbiamo continuare a sentirci una comunità. Per crescere, bisogna restare uniti!”. Sul palco: la professoressa Maria Matarese, dell’università Campus Biomedico di Roma, con: “La nascita del CECRI Evidence-based practice group for Nursing Scholarship: a Joanna Briggs Institute Affiliated Group”.

E, a seguire: Angela Peghetti, nurse research fellow CECRI con un intervento dal titolo: “Terapia a pressione negativa nelle incisioni chirurgiche: una revisione sistematica”; Roberto Accettone, infermiere del gruppo di Evidence based practice CECRI, con: “Le esperienze degli uomini che devono prendere una decisione riguardo al trattamento per un cancro prostatico localizzato: una meta-sintesi”; Rosario Caruso, ricercatore infermieristico del Gruppo San Donato di Milano, con: “RNAO Best Practice Spotlight Organitation (BPSO) Italian Host: l’esperienza dell’OPI di Milano, Lodi, Monza e Brianza”; il ricercatore Gianluca Pucciarelli con: “Interventi educativi per migliorare gli outcome nella diade paziente-caregiver dopo l’ictus cerebrale: revisione sistematica e meta-analisi”; Maddalena De Maria e Ercole Vellone (rispettivamente, PhD e ricercatore presso l’università di Tor Vergata, Roma) con l’intervento dedicato all’: “Influenza del supporto sociale sulla qualità di vita nelle malattie croniche: analisi diadica”; Ippolito Notarnicola, nurse research fellow CECRI, con: “Competenze cliniche infermieristiche valutate con la Nurse Competence Scale e il ragionamento clinico valutato tramite la Nurses Clinical Reasoning Scale” e, infine, Paolo Iovino, dottorando di ricerca all’università Tor Vergata Roma, con: “Self-care nelle persone affette da malattie croniche multiple”.