Medici, Infermieri e Farmacisti di Roma insieme per il sistema sanitario. Elaborato un documento e richiesto un incontro con il presidente della Regione Lazio
Un nuovo modello di assistenza territoriale, valorizzazione delle competenze professionali, formazione condivisa e interprofessionale, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure, un SSN sostenibile, equo e partecipato. Questi in sintesi i cinque punti del documento condiviso che i tre ordini di Roma, Medici, Infermieri e Farmacisti hanno approvato nel corso di un consiglio direttivo congiunto svoltosi ieri pomeriggio presso la sede dell’Omceo Roma.
Il testo, su cui c’è la piena condivisione dei tre consigli professionali, intende promuovere un modello di sanità integrata, territoriale e centrata sul paziente, in cui le diverse competenze professionali operino in sinergia, nel rispetto reciproco e con obiettivi comuni.
I tre presidenti Antonio Magi, Maurizio Zega e Giuseppe Guaglianone hanno anticipato che chiederanno un incontro con il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
DOCUMENTO CONGIUNTO SULLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA FUTURA
Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma – Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma – Ordine dei Farmacisti di Roma.
La trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rappresenta oggi una sfida imprescindibile. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità, la disomogeneità territoriale nell’erogazione delle cure e le nuove possibilità offerte dall’innovazione scientifica e digitale, impongono una visione comune e una progettualità condivisa.
Il punto centrale è il rovesciamento del paradigma organizzativo da una sanità di attesa ad una proattiva e territoriale, come indicato dal PNRR e da molteplici indicazioni normative anche recenti (DM 77 e altro).
I sottoscritti Ordini professionali intendono contribuire attivamente alla definizione della programmazione sanitaria futura, promuovendo un modello di sanità integrata, territoriale e centrata sul paziente, in cui le diverse competenze professionali operino in sinergia, nel rispetto reciproco e con obiettivi comuni. Si ritiene a tal proposito di interesse comune ai tre ordini professionali una più costante e operosa interlocuzione con gli stakeholder istituzionali, a partire dalla Regione.
1. Un nuovo modello di assistenza territoriale
La salute del futuro non può prescindere da una forte organizzazione territoriale, in grado di garantire presa in carico continuativa, prossimità e tempestività delle risposte. In tale quadro, la nostra Regione, secondo i dati ministeriali, risulterebbe al di sotto della media nazionale nello stato di avanzamento procedurale e finanziario della Missione 6 del PNRR.
La collaborazione tra medici, infermieri e farmacisti deve essere alla base di:
• percorsi assistenziali integrati per i pazienti cronici;
• promozione attiva della prevenzione e dell’educazione sanitaria.
2. Valorizzazione delle competenze professionali
Una sanità efficace richiede il pieno riconoscimento delle competenze professionali di tutte le figure coinvolte:
• il medico come responsabile del processo clinico nei vari setting assistenziali;
• l’infermiere come responsabile del processo assistenziale, della continuità di cura ospedale/territorio e dell’empowerment del paziente.
• il farmacista come professionista del farmaco e presidio di salute sul territorio;
Serve una revisione dell’intero assetto che rifletta questa realtà e favorisca l’integrazione operativa, evitando sovrapposizioni e valorizzando le specificità.
3. Formazione condivisa e interprofessionale
La formazione deve essere continua, qualificante e sempre più interprofessionale, per favorire la collaborazione reale tra i diversi operatori sanitari.
Proponiamo lo sviluppo di percorsi comuni, sin dai percorsi di laurea, fino alla formazione permanente, su temi quali:
• cronicità, aderenza e gestione farmacologica integrata;
• innovazione digitale, telemedicina e telenursing;
• educazione sanitaria e counselling.
4. Innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure
L’innovazione (intelligenza artificiale, teleassistenza, fascicolo sanitario elettronico condiviso) deve essere al servizio delle relazioni di cura, non sostitutiva.
Gli Ordini chiedono investimenti concreti per:
• favorire la digitalizzazione integrata tra le professioni
• garantire l’accesso uniforme ai dati clinici nel rispetto della privacy;
• rafforzare la presenza umana nella relazione con il paziente.
5. Un SSN sostenibile, equo e partecipato
Difendere il SSN significa renderlo sostenibile, accessibile ed equo. Gli Ordini firmatari chiedono:
• il rafforzamento dell’investimento nella sanità;
• la riduzione delle diseguaglianze territoriali;
• il coinvolgimento delle professioni sanitarie: concordiamo che l’istituzione di un tavolo di concertazione dei tre ordini con l’istituzione regionale avrebbe il benefico effetto di offrire in modo strutturale alla Regione il frutto dell’esperienza ordinistica. Si rileva, d’altra parte, che intenzioni di procedere in questa direzione sono state manifestate più volte dalla amministrazione regionale.
IL DOCUMENTO FIRMATO